GoDaddy ti vende domini, hosting e servizi web ma ti fattura come società estera, senza IVA italiana. Se hai partita IVA, devi gestire l'operazione in reverse charge: integrare o emettere l'autofattura, scegliere il tipo documento giusto e trasmetterla allo SDI. Fatturbo lo fa per te in pochi minuti.
GoDaddy è un fornitore di domini, hosting, certificati SSL ed email professionali che fattura tramite una società estera. Sulla fattura che ricevi non trovi l'IVA italiana: i servizi digitali B2B verso un soggetto passivo italiano sono infatti territorialmente rilevanti in Italia (art. 7-ter DPR 633/72) e l'imposta deve essere assolta dal committente, cioè da te, con il meccanismo del reverse charge.
In pratica chi acquista deve autoliquidare l'IVA: si integra la fattura (se il fornitore è UE) oppure si emette l'autofattura (se è extra-UE) e si trasmette il documento elettronico allo SDI. Trattandosi di un servizio e non di beni, il tipo documento corretto è TD17. Questo vale anche per i contribuenti in regime forfettario: l'esonero dalla fatturazione elettronica per le vendite non elimina l'obbligo sugli acquisti dall'estero.
L'aliquota dipende dalla natura del servizio, non dal fornitore: domini e hosting sono servizi digitali ordinari, quindi si applica il 22%, aliquota ordinaria e residuale. L'autofattura in reverse charge non sconta l'imposta di bollo (l'IVA è esposta). Se la fattura GoDaddy è in valuta estera (spesso in dollari o euro), gli importi vanno convertiti al cambio Banca d'Italia del giorno dell'operazione: Fatturbo applica la conversione in automatico.
Accedi al tuo account GoDaddy, apri il menu in alto a destra e vai su Cronologia ordini (o Fatture / Ordini). Individua l'ordine relativo a dominio o hosting e scarica il PDF della fattura.
Trascina il PDF su Fatturbo. Il sistema legge fornitore, importo, valuta e data, riconosce che si tratta di un servizio estero e propone TD17 al 22%.
Controlla i dati, genera l'XML conforme FatturaPA e trasmettilo allo SDI tramite il tuo canale (intermediario o PEC).
Se sei in forfettario e acquisti domini o hosting da GoDaddy, devi comunque integrare o emettere l'autofattura, scegliere il TD17 e versare l'IVA con modello F24: per te l'IVA non è detraibile, quindi diventa un costo aggiuntivo da mettere in conto. Attenzione alle scadenze: dal 1° ottobre 2025 (D.Lgs. 81/2025) il versamento per i forfettari è diventato trimestrale. La soglia dei 10.000 €/anno che fa scattare l'obbligo riguarda solo gli acquisti intracomunitari di beni (TD18): per i servizi come hosting e domini (TD17) non si applica e l'obbligo c'è fin dal primo euro. Trovi tutti i dettagli nella guida ai forfettari con fatture estere.
GoDaddy opera attraverso più società del gruppo e l'entità che ti fattura può variare nel tempo. Controlla sempre la partita IVA e la sede legale riportate sul documento: se il fornitore è UE parliamo di integrazione della fattura, se è extra-UE di autofattura vera e propria. In entrambi i casi il tipo documento resta TD17 e l'aliquota resta il 22%: cambia solo la qualifica formale dell'operazione. Per capire meglio la differenza tra i codici, leggi quale tipo documento usare.
Se gestisci anche CDN o servizi cloud, ti tornerà utile la pagina dedicata a Cloudflare, un altro fornitore estero che richiede lo stesso trattamento.
Dipende dall'entità del gruppo che emette il documento, quindi verifica sempre partita IVA e sede legale in fattura. Se è UE fai un'integrazione, se è extra-UE un'autofattura: in ogni caso il tipo documento è TD17 e l'IVA è al 22%.
Domini, hosting, SSL ed email professionali sono servizi, quindi il tipo documento è TD17. Il TD18 vale solo per gli acquisti di beni intracomunitari.
Si applica l'aliquota ordinaria del 22%. Le aliquote ridotte sono tassative e non riguardano i servizi digitali B2B esteri: l'aliquota dipende dalla natura del servizio, non dal fornitore.
Sì. Il forfettario deve integrare o emettere l'autofattura, indicare il TD17 e versare l'IVA con F24 (per lui è un costo, non detraibile). Dal 1° ottobre 2025 il versamento è trimestrale.
Carica la fattura di domini o hosting e ottieni l'XML conforme FatturaPA: le prime 10 scansioni sono gratis.
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