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TD17, TD18, TD19: quale codice usare per le fatture estere

Quando ricevi una fattura senza IVA da un fornitore estero devi emettere l'autofattura elettronica in reverse charge, e la prima scelta da fare è il tipo documento. La regola è semplice: servizi o beni? UE o extra-UE? In questa guida trovi la tabella decisionale con esempi reali per scegliere tra TD17, TD18 e TD19 senza sbagliare.

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Perché esistono TD17, TD18 e TD19

Nel reverse charge il fornitore estero ti fattura senza IVA italiana: sei tu, committente italiano soggetto IVA, a dover autoliquidare l'imposta e trasmettere allo SDI il documento elettronico che integra (o sostituisce) la fattura ricevuta. Dal 1° luglio 2022, con la fine dell'esterometro, queste operazioni viaggiano tutte tramite Sistema di Interscambio usando appositi tipi documento.

I codici sono tre perché distinguono cosa hai comprato e da dove arriva. Scegliere quello giusto è il primo passo per un'autofattura corretta: il resto (aliquota, imposta, eventuale codice Natura) viene dopo.

La differenza in una riga

TD17
Servizi dall'estero
TD18
Beni intra-UE
TD19
Beni già in Italia da fornitore estero
Norma comune
Reverse charge / art. 17 DPR 633/72

TD17 — Acquisto di servizi dall'estero

È il codice più usato da freelance e PMI. Vale per ogni prestazione di servizi ricevuta da un fornitore non residente: pubblicità online, software e SaaS, cloud, consulenze, commissioni di piattaforma. Se il fornitore è UE emetti un'integrazione della fattura; se è extra-UE emetti una vera e propria autofattura. In entrambi i casi il codice resta TD17.

TD18 — Acquisto di beni intracomunitari

Si usa quando compri merce da un fornitore di un altro Paese UE e i beni arrivano in Italia da quel Paese (acquisto intracomunitario, art. 46 d.l. 331/1993). Tipico esempio: ordini stock di prodotti da un grossista tedesco o spagnolo che te li spedisce. Qui non c'è un servizio ma una cessione di beni che attraversa il confine UE.

TD19 — Beni ex art. 17 c. 2 già presenti in Italia

Vale quando acquisti beni che si trovano già sul territorio italiano ma il venditore è un soggetto estero senza stabile organizzazione in Italia. Il bene non varca il confine al momento dell'acquisto (è già qui, magari in un deposito), ma il cedente è estero: per questo non rientra nel TD18 e si usa il TD19.

Tabella decisionale: servizi vs beni, UE vs extra-UE

Cosa hai compratoDa doveCodiceTipo
Servizio (pubblicità, SaaS, commissione…)Fornitore UETD17Integrazione
Servizio (pubblicità, SaaS, commissione…)Fornitore extra-UETD17Autofattura
Beni / merce che arriva da altro Paese UEFornitore UETD18Integrazione
Beni già in Italia, venditore estero senza S.O.UE o extra-UETD19Integrazione / autofattura

La domanda chiave è sempre la stessa: è un servizio o un bene? Se è un servizio, il codice è TD17 a prescindere dal Paese. Se è un bene, conta dove si trova: in viaggio da un altro Stato UE è TD18, già in Italia da venditore estero è TD19.

Esempi reali tra freelance e PMI

Che aliquota IVA mettere (e quando serve un codice Natura)

Scelto il tipo documento, devi indicare l'imposta. Punto fondamentale: l'aliquota dipende dalla natura del bene o servizio (tabelle DPR 633/72), non dal fornitore. Il 22% è l'aliquota ordinaria e residuale; le ridotte (10%, 5%, 4%) si applicano solo ai casi tassativi della Tabella A. Per i tipici servizi digitali B2B esteri elencati sopra l'aliquota è il 22%.

Quando invece l'operazione è non imponibile o esente, al posto dell'aliquota si indica un codice Natura:

Se la fattura è in valuta diversa dall'euro, gli importi vanno convertiti con il cambio della Banca d'Italia del giorno dell'operazione. Approfondisci nella guida dedicata: che IVA mettere nell'autofattura reverse charge.

Forfettari: stessi codici, regole in più

Anche in regime forfettario devi scegliere il tipo documento corretto, integrare la fattura con aliquota e imposta, trasmettere l'autofattura allo SDI e versare l'IVA con F24. La differenza è che non puoi detrarla: l'IVA diventa un costo reale (un servizio da 100 € te ne costa 122).

Due regole specifiche da ricordare: la soglia di 10.000 €/anno vale solo per gli acquisti intra-UE di beni (TD18), non per i servizi (TD17); e dal 1° ottobre 2025 (D.Lgs. 81/2025) il versamento dell'IVA da reverse charge per i forfettari è passato da mensile a trimestrale. Tutti i dettagli in forfettario e fatture estere.

Cosa rischi se sbagli codice

Usare il tipo documento sbagliato, o non trasmettere l'autofattura, rende l'operazione irregolare ai fini del reverse charge. L'omessa o irregolare applicazione e l'omessa/tardiva trasmissione sono sanzionate (quadro dell'art. 6 c. 9-bis D.Lgs. 471/1997, riformato dal D.Lgs. 87/2024 in vigore dal 1° settembre 2024). Per il forfettario il danno è maggiore, perché l'IVA non è recuperabile. Nei casi dubbi, correggi appena te ne accorgi e confrontati con il commercialista. Approfondimento: cosa rischi se non fai l'autofattura.

Come Fatturbo sceglie il codice per te

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Trascini il documento ricevuto dal fornitore: Fatturbo legge fornitore, importi, valuta e data.

Proponiamo il tipo documento

In base alla natura dell'operazione suggeriamo TD17, TD18 o TD19, l'aliquota e l'eventuale codice Natura. Puoi sempre correggere.

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Domande frequenti

Qual è la differenza tra TD17, TD18 e TD19?

TD17 = acquisto di servizi dall'estero (integrazione se UE, autofattura se extra-UE). TD18 = acquisto di beni intracomunitari (merce che arriva da un altro Paese UE). TD19 = acquisto di beni già in Italia ceduti da un fornitore estero senza stabile organizzazione (art. 17 c. 2 DPR 633/72).

Google Ads e Meta sono TD17 o TD18?

Sono TD17: pubblicità online e servizi digitali sono prestazioni di servizi B2B (art. 7-ter), non cessioni di beni.

Che aliquota IVA metto nell'autofattura?

Dipende dalla natura dell'operazione: il 22% è l'ordinaria e residuale (tipica dei servizi digitali esteri). Se non imponibile o esente, si usa un codice Natura (N3.4, N4, N3.5, N3.6).

Devo usare questi codici anche se sono forfettario?

Sì: integri, scegli il codice, trasmetti l'autofattura allo SDI e versi l'IVA con F24 (dal 1° ottobre 2025 in modo trimestrale).

Cosa succede se sbaglio tipo documento?

L'operazione risulta irregolare ed è sanzionabile (art. 6 c. 9-bis D.Lgs. 471/1997). Conviene correggere subito e, nei dubbi, sentire il commercialista.

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