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Che IVA mettere nell'autofattura reverse charge

Quando ricevi una fattura senza IVA da un fornitore estero, sei tu a dover calcolare e applicare l'IVA italiana nell'autofattura. Ma quale aliquota? La risposta dipende dalla natura del servizio, non dal fornitore: nella stragrande maggioranza dei casi esteri è il 22%. Vediamo quando lo è davvero, quando si usano le aliquote ridotte e quando serve un codice Natura.

Aliquota 22% (residuale) Ridotte 10/5/4% Codici Natura N3.4 / N4 Conforme FatturaPA

Nel reverse charge l'IVA la calcoli tu

Quando acquisti un servizio o un bene da un fornitore estero, questo ti emette la fattura senza IVA italiana. È il meccanismo del reverse charge (inversione contabile): l'imposta non la applica il fornitore, ma la autoliquidi tu, committente italiano soggetto IVA. In pratica integri la fattura ricevuta con l'aliquota e l'imposta italiane, e trasmetti l'autofattura elettronica allo SDI con il tipo documento corretto (TD17, TD18 o TD19).

Il punto delicato è proprio questo: poiché l'imposta la calcoli tu, devi scegliere l'aliquota giusta. E qui nasce la domanda più frequente: che IVA si mette? La cosa importante da capire è che l'aliquota non dipende da chi ti ha fatturato, ma da cosa hai acquistato.

L'aliquota dipende dalla natura del bene o servizio

Le aliquote IVA italiane sono stabilite dalle tabelle del DPR 633/72 in base alla natura dell'operazione. L'aliquota ordinaria è il 22% (art. 16): è quella residuale, cioè si applica a tutto ciò che non rientra esplicitamente nelle aliquote ridotte.

Le aliquote ridotte — 10%, 5% e 4% — sono previste solo per i casi tassativamente elencati nella Tabella A del decreto IVA. Non sono estendibili per analogia: se un'operazione non è espressamente nell'elenco, sconta il 22%. Tradotto in regola pratica:

Ne consegue una cosa molto comoda: non puoi semplicemente “mettere sempre 22%” per principio, ma puoi sapere che nei casi che incontri di solito il 22% è quasi sempre quello corretto.

Perché quasi tutte le fatture estere vanno al 22%

I fornitori esteri che un freelance o una PMI incontra ogni giorno sono quasi sempre piattaforme digitali. Le loro fatture riguardano servizi generici B2B (art. 7-ter DPR 633/72), territorialmente rilevanti in Italia e privi di aliquota agevolata: quindi 22%. Alcuni esempi tipici:

Pubblicità online
Google Ads, Meta, LinkedIn, Microsoft Ads — 22%
Cloud / SaaS
AWS, Microsoft 365, OpenAI, Canva, Adobe — 22%
Commissioni di piattaforma
Amazon, Airbnb, Booking, Stripe — 22%
Foto / stock
Shutterstock — 22%

Attenzione: per le piattaforme come Amazon, Airbnb, Booking o Stripe, ciò che viene fatturato a te è la commissione di intermediazione o il servizio di pagamento — un servizio, appunto, al 22% — non il bene o il soggiorno sottostante.

Il caso Uber: commissione al 22%, non trasporto al 10%

Uber è l'esempio perfetto del perché l'aliquota dipende dalla natura del servizio. La fattura che l'autista riceve da Uber (società estera) non è il trasporto di persone: è la commissione di intermediazione della piattaforma. Si tratta quindi di un servizio generico B2B in reverse charge, che sconta l'aliquota ordinaria del 22%.

L'errore tipico è applicare il 10%, l'aliquota del trasporto di persone (Tabella A, parte III). Ma il 10% varrebbe solo se a essere fatturato fosse il trasporto in sé — cosa che qui non accade. C'è anche una tesi minoritaria che ipotizza il 4% per analogia con i radiotaxi, ma la posizione prevalente è il 22%. In situazioni di questo tipo, in cui la natura dell'operazione va valutata, è sempre opportuno verificare con il proprio commercialista.

Quando non si mette un'aliquota ma un codice Natura

In alcuni casi l'operazione non è imponibile o è esente: allora non si indica un'aliquota, ma un codice Natura nel campo apposito dell'XML. I principali:

Per la grande maggioranza dei servizi esteri digitali, però, l'operazione è imponibile: quindi si mette l'aliquota (il 22%), non il codice Natura. Il codice Natura è l'eccezione, non la regola.

E se la fattura è in valuta diversa dall'euro?

Se la fattura estera è in dollari, sterline o altra valuta, l'imponibile va convertito in euro usando il cambio della Banca d'Italia del giorno dell'operazione. Su quell'imponibile in euro si calcola poi l'IVA con l'aliquota corretta. Fatturbo applica il cambio in automatico, così non devi cercarlo a mano.

Forfettari: l'IVA si applica e si versa lo stesso

Se sei in regime forfettario non sei esonerato. Anche tu devi integrare la fattura estera con aliquota e imposta, trasmettere l'autofattura allo SDI e versare l'IVA con F24. La differenza è che non puoi detrarla: per te l'IVA diventa un costo reale (un servizio da 100 € te ne costa 122).

Cosa rischi se sbagli aliquota o non trasmetti

L'omessa o irregolare applicazione del reverse charge e l'omessa o tardiva trasmissione dell'autofattura sono sanzionate (quadro di riferimento: art. 6, comma 9-bis, D.Lgs. 471/1997, riformato dal D.Lgs. 87/2024 in vigore dal 1° settembre 2024). Più che agli importi puntuali, conviene guardare al meccanismo del rischio: una sanzione percentuale sull'imposta, con possibilità di riduzione tramite ravvedimento operoso se ti accorgi dell'errore per tempo.

Per il forfettario il danno è maggiore, perché l'IVA non è detraibile e l'eventuale recupero erariale si somma a una posizione già non neutrale. Per gli importi precisi e per i casi limite (come l'aliquota corretta di operazioni dubbie) fai sempre riferimento alla norma e al tuo commercialista.

Domande frequenti

Quale aliquota IVA si usa nell'autofattura in reverse charge?

Dipende dalla natura del bene o servizio, non dal fornitore. Il 22% è l'aliquota ordinaria e residuale; le ridotte (10/5/4%) valgono solo per i casi tassativi della Tabella A. Per i fornitori esteri digitali tipici l'aliquota è il 22%.

Perché quasi tutte le fatture estere vanno al 22%?

Perché sono quasi sempre servizi generici B2B (art. 7-ter): pubblicità, cloud/SaaS, commissioni di piattaforma, foto stock. Sono servizi privi di agevolazione, quindi scontano l'aliquota ordinaria del 22%.

Per le commissioni Uber metto il 22% o il 10%?

Il 22%. La fattura è la commissione di intermediazione della piattaforma, non il trasporto di persone (che sarebbe al 10%). Applicare il 10% è l'errore tipico da evitare.

Quando si mette un codice Natura invece dell'aliquota?

Quando l'operazione non è imponibile o è esente: N3.4 non imponibilità, N4 esenzione, N3.5 plafond, N3.6 deposito IVA. Per i servizi esteri imponibili, però, si mette l'aliquota.

Il forfettario mette comunque l'IVA nell'autofattura?

Sì: deve integrare con aliquota e imposta e versare l'IVA con F24, pur non potendola detrarre. Dal 1° ottobre 2025 il versamento per i forfettari è trimestrale.

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