Gestire le autofatture XML per i clienti dello studio significa, ogni mese, trasformare decine di fatture estere senza IVA in documenti elettronici TD17/TD18/TD19 da trasmettere allo SDI. Qui vediamo come generare gli XML FatturaPA in blocco, importarli nel gestionale ed eliminare l'inserimento manuale, con un taglio pensato per studi e professionisti.
Ogni cliente con partita IVA che compra pubblicità, SaaS, cloud, commissioni di piattaforma o abbonamenti software dall'estero riceve fatture senza IVA italiana. Per il reverse charge è il committente italiano a dover autoliquidare l'imposta e a trasmettere allo SDI il documento che integra (fornitore UE) o sostituisce (extra-UE) la fattura. Tradotto in pratica per lo studio: per ogni documento serve scegliere il tipo documento corretto, costruire un XML FatturaPA valido e inviarlo nei termini.
Il problema non è la singola autofattura, ma il volume: moltiplicato per decine di clienti e per le scadenze mensili, l'inserimento manuale nel gestionale diventa il vero collo di bottiglia. È qui che la generazione massiva di autofatture XML per commercialisti fa la differenza, perché sposta il lavoro dal data entry al solo controllo.
Un'autofattura conforme non è solo un PDF rinominato: è un file XML FatturaPA con campi obbligatori precisi. Gli errori più frequenti che intasano gli scarti SDI sono pochi e ricorrenti.
Per quasi tutti i fornitori digitali (pubblicità, SaaS, cloud, commissioni di pagamento, marketplace) l'operazione è un servizio B2B ex art. 7-ter, quindi TD17. L'aliquota dipende dalla natura del servizio, non dal fornitore: il 22% è quella ordinaria e residuale, mentre le ridotte (10/5/4%) sono tassative e non si applicano a questi servizi. Per i dettagli vedi quale IVA mettere nell'autofattura.
Il flusso operativo è pensato per ridurre al minimo i passaggi manuali su ogni documento del cliente.
Carichi le fatture estere ricevute dai clienti (Meta, Google, AWS, Stripe, Adobe e simili). Fatturbo legge i dati e propone il tipo documento e l'aliquota corretti.
Verifichi fornitore, importi, cambio valuta e TD proposto. Lo studio resta nel ruolo di controllo, non di trascrizione.
Generi gli XML FatturaPA conformi, pronti da importare nel gestionale o da trasmettere allo SDI.
Il risultato è un file XML valido per ogni operazione, con il flusso dell'autofattura da fattura estera già impostato secondo le regole del reverse charge.
Per uno studio il valore non è il singolo XML, ma l'export massivo: scaricare in blocco gli XML di tutti i documenti di un cliente (o di più clienti) e importarli nel proprio gestionale. Gli XML FatturaPA sono uno standard, quindi i principali software di contabilità li accettano in import sia per la registrazione contabile sia per l'inoltro allo SDI.
Per la parte contabile lato cliente o studio resta valido quanto descritto nella guida sulla registrazione contabile delle fatture estere.
L'esterometro è abolito dal 1° luglio 2022: i dati delle operazioni transfrontaliere passano dallo SDI con i tipi documento TD17/TD18/TD19 per gli acquisti. Per gli acquisti il documento va trasmesso entro il 15 del mese successivo a quello di ricezione o dell'operazione. Gestire i clienti in blocco aiuta proprio a non saltare questa finestra.
| Operazione | Tipo doc. | IVA | Termine invio SDI |
|---|---|---|---|
| Servizi esteri (ads, SaaS, commissioni) | TD17 | 22% | Entro il 15 del mese successivo |
| Beni intra-UE | TD18 | 22% | Entro il 15 del mese successivo |
| Beni già in Italia, fornitore estero | TD19 | 22% | Entro il 15 del mese successivo |
Sul fronte rischio, l'omessa o irregolare applicazione del reverse charge e la trasmissione tardiva sono sanzionate (art. 6 c. 9-bis D.Lgs. 471/1997, riformato dal D.Lgs. 87/2024). Approfondimento nelle sanzioni del reverse charge.
Molti clienti degli studi sono in regime forfettario, e proprio per loro l'autofattura genera spesso confusione. Anche il forfettario deve integrare o emettere l'autofattura, scegliere il TD corretto e versare l'IVA con F24: l'imposta è un costo, non è detraibile. Dal 1° ottobre 2025 (D.Lgs. 81/2025) il versamento per i forfettari è diventato trimestrale (prima era mensile). La soglia dei 10.000 €/anno vale solo per gli acquisti intra-UE di beni (TD18), non per i servizi (TD17). Vedi la guida dedicata ai forfettari e fatture estere.
Standardizzare le autofatture XML per i clienti significa togliere ore di lavoro ripetitivo, ridurre gli scarti SDI e applicare gli stessi criteri a tutto il portafoglio. Lo studio dedica il tempo alla consulenza e al controllo, non alla trascrizione manuale. Su volumi anche medi, l'export massivo da PDF a XML conforme ripaga da solo lo sforzo di adozione.
Sì. L'obiettivo è proprio l'export massivo: carichi le fatture estere dei clienti, controlli i dati proposti e generi gli XML FatturaPA da importare nel gestionale o trasmettere allo SDI, senza reinserimento manuale.
Sì. Gli XML rispettano lo standard FatturaPA, quindi i principali gestionali di contabilità li accettano in import per la registrazione e per l'inoltro allo SDI.
Quasi sempre TD17, perché si tratta di servizi B2B (art. 7-ter): pubblicità, SaaS, cloud, commissioni di piattaforma e di pagamento. Il TD18 vale per i beni intra-UE e il TD19 per i beni già in Italia.
Per i servizi digitali B2B esteri l'aliquota è il 22%, ordinaria e residuale. L'aliquota dipende dalla natura del servizio, non dal fornitore: le ridotte 10/5/4% sono tassative e non si applicano a questi casi.
Per gli acquisti, il documento va trasmesso entro il 15 del mese successivo a quello di ricezione o dell'operazione. L'esterometro è abolito: i dati passano dallo SDI con i tipi documento TD17/TD18/TD19.
Sì. Anche il forfettario deve integrare o emettere l'autofattura, scegliere il TD corretto e versare l'IVA con F24 (non detraibile). Dal 1° ottobre 2025 il versamento per i forfettari è trimestrale.
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